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Canzoni Pop

Titoli della categoria Canzoni Pop.
Ogni titolo comprende:
1) la partitura in formato pdf;
2) tutte le parti staccate in formato pdf;
3) la versione midi.
Nelle colonna Demo puoi vedere il pdf e ascoltare il midi della parte iniziale delle partiture. Puoi acquistare i singoli titoli o l'intero gruppo (20% sconto).
Gli invii vengono effettuati via posta elettronica in cartelle ".zip".

11 titoli in questo gruppo:

ID Titolo Info Demo Acquisto
GF090 Blowin' in the wind Bob Dylan pag. 2+5, liv. facile pdf - midi €5,00
GF104 Carissimo Pinocchio M. Panzeri pag. 7+9, liv. medio pdf - midi €7,00
GF104-S Carissimo Pinocchio - sim M. Panzeri pag. 10+ps, liv. medio pdf - midi €9,50
GF107 Fratello Sole, Sorella Luna J. M. Benjamin / R. Ortolani pag. 5+9, liv. medio pdf - midi €6,00
GF120 La gatta Gino Paoli pag. 5+ps, liv. medio pdf - mp3 €6,00
GF050 La vita è bella N. Piovani pag. 10+16, liv. difficile pdf - midi €8,50
GF119 Montagne verdi Bella / Bigazzi pag. 5+ps, liv. medio pdf - mp3 €6,00
GF122 Napule è P. Daniele pag. 8+ps, liv. difficile pdf - mp3 €7,50
GF056 Samarcanda Roberto Vecchioni pag. 4+8, liv. medio pdf - midi €5,50
GF101 Yellow Submarine Beatles pag. 6+9, liv. medio pdf - midi €6,50
GF051 Yesterday Beatles pag. 4+8, liv. medio pdf - midi €5,50
GF089 The Sound of Silence Paul Simon pag. 4+6, liv. medio pdf - midi €5,50
GRPP CANZONI POP Gruppo completo titoli 11; pag. 60+ps (versioni normali, NO s.i.m.) (-20%) €55,20

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NAPULE È

"Napule è" è un brano composto ed eseguito da Pino Daniele, inserito come traccia di apertura del suo album di esordio Terra mia (1977). Il testo della canzone parla delle contraddizioni e della difficile realtà di Napoli e della sensazione di indifferenza e di rassegnazione per questa situazione (Wikipedia).
La struttura della canzone "Napule è" si basa sulle 4 strofe, intercalate da varie parti accessorie. Troviamo all'inizio una introduzione di 8 battute (1-8), segue la prima strofa (batt. 9-16), quindi un breve intermezzo (batt. 16-19) e la seconda strofa (batt. 20-27). Un intermezzo più ampio di carattere rapsodico (batt. 27-34) introduce la terza strofa (batt. 35-42). L'intermezzo che segue (batt. 42-45) presenta un ostinato che caratterizza la parte conclusiva, mentre la quarta ed ultima strofa si frammenta in libere divagazioni, come in sospensione onirica…
La partitura è proposta in tre versioni: pagina verticale con una accollatura (PV1); pagina verticale con due accollature (PV2); pagina orizzontale con una accollatura (PO1). Non è indispensabile che ci siano tutti gli strumenti indicati in partitura, si può eseguire anche riducendo le parti, purché sia mantenuto almeno il tema e una parte di accompagnamento. Analogamente, a livello di struttura si può eseguire un numero ridotto di strofe e ritornelli. La chitarra può essere suddivisa fra due esecutori; la parte bassa si può affidare alla chitarra basso. Per l'esecuzione con altri organici, si veda qui.

Testo:

Napule è mille culure
Napule è mille paure
Napule è a voce de' criature
Che saglie chianu chianu
E tu sai ca' nun si sulo

Napule è nu sole amaro
Napule è addore e' mare
Napule è na' carta sporca
E nisciuno se ne importa
E ognuno aspetta a' sciorta

Napule è na' camminata
Int' e viche miezo all'ate
Napule è tutto nu suonno
E a' sape tutto o' munno
Ma nun sanno a' verità.

Napule è mille culure
...Napule è mille paure
Napule è nu sole amaro
...Napule è addore e' mare
Napule è na' carta sporca
...E nisciuno se ne importa
Napule è na' camminata
..Int' e viche miezo all'ate
Napule è mille culure
..Napule è mille culure
Napule è nu sole amaro
...Napule è addore e' mare
Napuleeee

(Top)

LA GATTA

"La gatta" è un brano autobiografico scritto, interpretato e pubblicato nel 1960 da Gino Paoli.
Il brano è in tonalità di DO maggiore, tempo 12/8. Dopo una introduzione di 4 battute, la prima sezione presenta per tre volte la melodia principale di due battute, più altre due del tema dell'introduzione, il tutto ritornellato. La seconda sezione, di carattere più riflessivo, presenta una prima frase alla relativa minore, LA min., mentre la seconda ritorna alla tonalità d'impianto. A questo punto le due sezioni vengono ripetute integralmente (osserviamo che in alcune interpretazioni Gino Paoli omette il ritornello della prima sezione), prima di riproporre per l'ultima volta la prima sezione. Schema: intro - A - A - B - A - A - B - A
La partitura è proposta in tre versioni: pagina verticale con una accollatura (PV1); pagina verticale con due accollature (PV2); pagina orizzontale con una accollatura (PO1).
Non è indispensabile che ci siano tutti gli strumenti indicati in partitura, si può eseguire anche riducendo le parti, purché sia mantenuto almeno il tema e una parte di accompagnamento. Analogamente, a livello di struttura si può eseguire un numero ridotto di strofe e ritornelli. La chitarra può essere suddivisa fra due esecutori; la parte bassa si può affidare alla chitarra basso. Per l'esecuzione con altri organici, si veda qui.

Testo:

C'era una volta una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
e una vecchia soffitta vicino al mare
con una finestra a un passo dal cielo blu.

Se la chitarra suonavo
la gatta faceva le fusa ed una
stellina scendeva vicina, vicina
poi mi sorrideva e se ne tornava su.

Ora non abito più là,
tutto è cambiato, non abito più là,
Ho una casa bellissima,
bellissima come vuoi tu.

Ma, io ripenso a una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
a una vecchia soffitta vicino al mare
con una stellina, che ora non vedo più.

. . . . . .

Ma, io ripenso a una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
a una vecchia soffitta vicino al mare
con una stellina, che ora non vedo più...

(Top)

MONTAGNE VERDI

Presentata da Marcella Bella al Festival di San Remo del 1972, la canzone "Montagne verdi" ottenne il 7° posto, ma vendette oltre mezzo milione di copie. "Montagne Verdi" è il debutto, ero una ragazzina che cantava questa canzone pulita, bella, semplice, il treno dal Sud, la nebbia, il pianto e poi via via sono cresciuta e sono arrivati i pezzi importanti"
Il brano è in tonalità di DO maggiore, la struttura vede una introduzione di 4 battute, tre esposizioni del tema principale di 4 battute, con intensità crescente; un ritornello di 6 battute; la seconda strofa con l'aggiunta di una frase strumentale al tema principale, che così viene esposto 4 volte prima del ritorno del ritornello.
La partitura è proposta in tre versioni: pagina verticale con una accollatura (PV1); pagina verticale con due accollature (PV2); pagina orizzontale con una accollatura (PO1).
Non è indispensabile che ci siano tutti gli strumenti indicati in partitura, si può eseguire anche riducendo le parti, purché sia mantenuto almeno il tema e una parte di accompagnamento. Analogamente, a livello di struttura si può eseguire un numero ridotto di strofe e ritornelli. La chitarra può essere suddivisa fra due esecutori; la parte bassa si può affidare alla chitarra basso. Per l'esecuzione con altri organici, si veda qui.
Nel frontespizio del demo trovi organico, struttura e consigli per l'esecuzione del brano.

Testo:

Mi ricordo montagne verdi
e le corse di una bambina
con l'amico mio più sincero
un coniglio dal muso nero.

Poi un giorno mi prese il treno
l'erba il prato e quello che era mio
scomparivano piano piano
e piangendo parlai con Dio.

Quante volte ho cercato il sole
quante volte ho mangiato sale
la città aveva mille sguardi
io sognavo montagne verdi.

Il mio destino è di stare accanto a te
con te vicino più paura non avrò
e un po' bambina tornerò.

Mi ricordo montagne verdi
quella sera negli occhi tuoi
quando hai detto s'è fatto tardi
t'accompagno se tu lo vuoi.

Quella nebbia le tue parole
la tua storia è la mia storia
poi nel buio senza parlare
ho dormito con te sul cuore.

Io ti amo mio grande amore
io ti amo mio primo amore
quante volte ho cercato il sole
quante volte ho cercato il sole
la la la...

Il mio destino è di stare accanto a te
con te vicino più paura non avrò
e un po' più donna io sarò.
Montagne verdi nei tuoi occhi rivedrò.

(Top)

YELLOW SUBMARINE

è una canzone pubblicata dai Beatles (accreditata a Lennon/McCartney, ma scritta solo da Paul McCartney) prima nel loro settimo album Revolver e poi come singolo "Doppio Lato A" assieme ad Eleanor Rigby il 5 agosto 1966. È anche il titolo della colonna principale di quello che poi diventerà il loro omonimo film d'animazione nel 1968. (Da Wikipedia)
Nel frontespizio del demo trovi organico, struttura e consigli per l'esecuzione del brano.

In the town where I was born
Lived a man who sailed the sea,
And he told us of his life
in the land of submarines.
So we sailed up to the sun
till we found the sea of green
And we lived beneath the waves
in our yellow submarine.

We all live in a yellow submarine, Yellow submarine, Yellow submarine,
We all live in a yellow submarine, Yellow submarine, Yellow submarine.

And our friends are all aboard,
Many more of them live next door:
And the band begins to play.

We all live in a yellow submarine, Yellow submarine, Yellow submarine,
We all live in a yellow submarine, Yellow submarine, Yellow submarine.

As we live a life of ease,
Every one of us has all we need
Sky of blue and sea of green
In our yellow submarine.

We all live in a yellow submarine, Yellow submarine, Yellow submarine,
We all live in a yellow submarine, Yellow submarine, Yellow submarine.

We all live in a yellow submarine, Yellow submarine, Yellow submarine,
We all live in a yellow submarine, Yellow submarine, Yellow submarine.

(Top)

CARISSIMO PINOCCHIO

Nel 1959 gli organizzatori del Salone del Bambino di Milano si rivolgono a Cino Tortorella (protagonista della trasmissione tv "Zurlì, mago del giovedì") chiedendogli di organizzare uno spettacolo per bambini ispirato al libro di Collodi. Tortorella decide di realizzare, utilizzando come "traccia" le avventure di Pinocchio, un concorso canoro intitolato "Lo Zecchino d'Oro" (prendendo spunto dall'episodio del Campo dei Miracoli, nel quale il burattino, consigliato dal Gatto e la Volpe, seppellisce i suoi zecchini). Mario Panzeri, invitato a contribuire, decide di rielaborare con un nuovo testo un brano di pubblico dominio ('Canzone romana'). Il premio viene assegnato a 'Quartetto', interpretata, proprio come 'Lettera a Pinocchio', da Giusi Guercilena. Ma a molti era rimasto più impresso il valzer di Panzeri, capace di non sconfinare nei cliché della canzone per bambini sia nella musica che nel testo. (Da galleriadellacanzone.it)
Nel frontespizio del demo trovi organico, struttura e consigli per l'esecuzione del brano.
La versione s.i.m. presenta ben 29 parti staccate, che risultano dallo sviluppo delle 5 parti melodiche per adattarle ai più comuni strumenti traspositori. Tutti gli strumenti comunemente usati possono trovare una parte adatta a loro.

Ho tanto desiderio questa sera
di scrivere una lettera a qualcuno
e tra gli amici della primavera
al mio più caro amico scriverò....

Carissimo Pinocchio,
amico dei giorni più lieti,
di tutti i miei segreti
che confidavo a te.

Carissimo Pinocchio,
ricordi quand'ero bambino?
Nel bianco mio lettino,
ti sfogliai, ti parlai, ti sognai.

Dove sei? Ti vorrei veder,
del tuo mondo vorrei saper:
forse Babbo Geppetto è con te...
Dov'è il Gatto che t'ingannò,
il buon Grillo che ti parlò,
e la Fata Turchina dov'è?

Carissimo Pinocchio,
amico dei sogni più lieti,
con tutti i miei segreti
resti ancor nel mio cuor come allor.
Resti ancor nel mio cuor come allor.

Dove sei? Ti vorrei veder,
del tuo mondo vorrei saper:
forse Babbo Geppetto è con te...
dov'è il Gatto che t'ingannò,
il buon Grillo che ti parlò,
e la Fata Turchina dov'è?

Carissimo Pinocchio,
amico dei giorni più lieti,
con tutti i miei segreti,
resti ancor nel mio cuor come allor.

(Top)

FRATELLO SOLE, SORELLA LUNA

Il film "Fratello sole, sorella luna", sulla vita di S. Francesco, fu diretto nel 1972 da Franco Zeffirelli. La canzone fa parte della colonna sonora originale, cantata da Claudio Baglioni.
La tonalità di RE maggiore con i suoi due diesis costituisce una moderata complicazione per i flauti dolci, mentre favorisce le chitarre. Le parti accessorie, introduzione e coda, sono ad libitum. Non è indispensabile che ci siano tutti gli strumenti indicati in partitura, si può eseguire anche riducendo le parti, purché sia mantenuto almeno il tema e una parte di accompagnamento. La chitarra può essere suddivisa fra due esecutori; la parte bassa si può affidare alla chitarra basso. Per l'esecuzione con altri organici, si veda in fondo alla pagina introduzione.
Nel frontespizio del demo trovi organico, struttura e consigli per l'esecuzione del brano.

Dolce sentire come nel mio cuore,
ora umilmente, sta nascendo amore.
Dolce capire che non son più solo
ma che son parte di una immensa vita,
che generosa risplende intorno a me:
dono di Lui del suo immenso amore.

Ci ha dato il cielo e le chiare stelle
fratello sole e sorella luna;
la madre terra con frutti, prati e fiori
il fuoco, il vento, l'aria e l'acqua pura
fonte di vita, per le sue creature
dono di Lui del suo immenso amore
dono di Lui del suo immenso amore.

(Top)

BLOWIN' IN THE WIND

Bob Dylan cantò "Blowin' in the wind" per la prima volta in pubblico il 16 aprile 1962, in una versione a due strofe. Subito dopo aggiunse una nuova strofa, collocandola in mezzo alle altre due. La canzone fu pubblicata nel 1963 nell'album "The Freewheelin' Bob Dylan".
Una analisi testuale si può leggere qui

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

L'arrangiamento Musicamedia di "Blowin' in the wind" è in tonalità di DO maggiore. Questa scelta permette un'agevole unione ad un eventuale coro e una certa facilità di esecuzione, anche se rende necessaria una piccola modifica nel caso della penultima nota, un SI sotto il rigo che comunque è eseguito dai contralti. C'è da dire però che anche Bob Dylan in alcune versioni intona come penultima nota la sopratonica anziché la sensibile.
La parte principale è dunque affidata al soprano 1, contralto, tenore e basso accompagnano contrappuntando. Chitarra e tastiera realizzano le semplici armonie che sostengono la canzone, mentre xilofono e percussioni arricchiscono l'orchestra con i loro timbri particolari.
Brevi introduzione e coda, come sempre ad libitum, completano l'arrangiamento. (Top)

Blowin' in the wind
How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

Soffiando nel vento
Quante strade deve percorrere un uomo
prima di essere chiamato uomo?
E quanti mari deve superare una colomba bianca
prima che si addormenti sulla spiaggia?
E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che verranno abolite per sempre?
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento

Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto
prima che riesca a vedere il cielo?
E quanti orecchie deve avere un uomo
prima che ascolti la gente piangere?
E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia
che troppa gente è morta?
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento

Per quanti anni una montagna può esistere
prima che venga spazzata via dal mare?
E per quanti anni può la gente esistere
prima di avere il permesso di essere libere
E per quanto tempo può un uomo girare la sua testa
fingendo di non vedere
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento

LA RISPOSTA È CADUTA NEL VENTO (versione ritmica di Mogol)
Quante le strade che un uomo farà
e quando fermarsi potrà?
Quanti mari un gabbiano dovrà attraversar
per giungere e per riposar?
Quando tutta la gente del mondo riavrà
per sempre la sua libertà?
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.

Quando dal mare un'onda verrà
che i monti lavare potrà?
Quante volte un uomo dovrà litigar
sapendo che è inutile odiar?
E poi quante persone dovranno morir
perché siamo in troppi a morir?
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.

Quanti cannoni dovranno sparar
e quando la pace verrà?
Quanti bimbi innocenti dovranno morir
e senza sapere il perché?
Quanto giovane sangue versato sarà
finché un'alba nuova verrà?
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.

(Top)

THE SOUND OF SILENCE

"The Sound of Silence" è una canzone scritta da Paul Simon dopo l'assassinio di John F. Kennedy, il 22 novembre 1963. Completata nel febbraio del 1964, dopo un inizio non brillante, dall'autunno del 1965 fu la canzone che portò alla celebrità il duo Simon & Garfunkel. (Da Wikipedia)
Il demo di questo arrangiamento è autonomo ed eseguibile a sé stante (battute 1 - 17). Un omaggio Musicamedia dedicato a coloro che con la loro passione promuovono la musica d'insieme nella scuola, per una partecipazione attiva di tutti gli alunni a questa meravigliosa arte.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

Nell'arrangiamento Musicamedia della canzone The Sound of Silence di Paul Simon, il tema principale è eseguito dalla sezione dei flauti soprano 1, in tonalità di RE minore. Le altre sezioni di flauti, sopano 2 - contralto - tenore - basso, realizzano l'accompagnamento con qualche traccia di seconda voce per i flauti soprano 2 all'inizio e flauti tenore alla battuta 10.
Ai flauti dolci, che possono costituire un gruppo omogeneo ed autonomo nell'esecuzione, si affiancano altri strumenti a piacere: lo xilofono grazie al suo timbro secco e penetrante conferisce un sapore particolare all'orchestra Musicamedia; la chitarra con la sua grande estensione sostiene i timbri dei flauti; la tastiera con un suono avvolgente riempie la sonorità generale; le piccole percussioni arricchiscono la varietà timbrica dell'orchestra.
Come al solito, non è indispensabile eseguire la partitura con tutti gli strumenti indicati. Si possono creare molte combinazioni diverse con gli strumenti che si hanno a disposizione, avendo cura di mantenere sempre uno strumento di accompagnamento oltre a quello che esegue la melodia principale. (Top)

secondo temaseconda esposizione

Nella seconda esposizione del tema i protagonisti sono i flauti contralto e tenore, che lo eseguono all'ottava. Un flauto soprano 1 solista accompagna con un controcanto e con piccole imitazioni.

ripresa del tema terza esposizione

La terza esposizione ribalta momentaneamente i ruoli strumentali in quanto ora il tema è realizzato da chitarra e tastiera e l'accompagnamento dalle sezioni dei flauti, in una specie di botta e risposta. (Top)

The sound of silence

Hello darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence

In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone
'Neath the halo of a street lamp
I turn my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silence

And in the naked light I saw
Ten thousand people maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never shared
No one dared
Disturb the sound of silence

"Fools," said I, "you do not know
Silence like a cancer grows
Hear my words that I might teach you
Take my arms that I might reach you"
But my words like silent raindrops fell
And echoed in the wells of silence

And the people bowed and prayed
To the neon god they made
And the sign flashed out its warning
In the words that it was forming
And the sign said "The words of the prophets are written on the subway walls
And tenement halls
And whispered in the sound of silence (Top)

(Top)

SAMARCANDA

È la canzone che rese popolare Roberto Vecchioni. Il ritmo incalzante, la melodia insistente, i passaggi sincopati del ritornello, contribuiscono a rendere interessante questo piccolo capolavoro.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

Il brano inizia con una introduzione formata dal caratteristico tema suonato nell'originale dal violino di Branduardi, rinforzato dalla tastiera con timbro di fisarmonica, mentre i flauti contralti e tenori esaltano il ritmo di marcia veloce. Con l'apparire del tema della strofa, i contralti intonano un controcanto che poi viene passato ai tenori. Un altro contrappunto appare a battuta 13 ai flauti basso e alla tastiera. Alle battute 21-22 flauti contralto e tastiera eseguono figurazioni di crome che collegano prima la ripresa, poi il tema del ritornello. A battuta 32 compare il caratteristico inciso sincopato, formato da una doppia sincope eseguita prima in levare, poi in battere, cosa che conferisce a questo passaggio un carattere di instabilità sospesa. Il ritorno del tema introduttivo conduce o alla ripresa per la terza e quarta strofa, o alla conclusione definitiva. (Top)

C'era una grande festa nella capitale
perché la guerra era finita.
I soldati erano tornati tutti a casa e avevano gettato le divise.
Per la strada si ballava e si beveva vino,
i musicanti suonavano senza interruzione.
Era primavera e le donne potevano, dopo tanti anni,
riabbracciare i loro uomini. All'alba furono spenti i falò
e fu proprio allora che tra la folla,
per un momento, a un soldato parve di vedere
una donna vestita di nero
che lo guardava con occhi cattivi.

1. Ridere ridere ridere ancora
ora la guerra paura non fa,
brucian le divise dentro il fuoco la sera,
brucia nella gola vino a sazietà
musica di tamburelli fino all'aurora
il soldato che tutta la notte ballò
vide tra la folla quella nera Signora
vide che cercava lui e si spaventò.

2. "Salvami, salvami grande sovrano
fammi fuggire, fuggire di qua
alla parata lei mi stava vicino
e mi guardava con malignità"
"Dategli, dategli un animale,
figlio del lampo, degno di un re
presto, più presto perché possa scappare
dategli la bestia più veloce che c'è".

"Corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò...
oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh".

3. Fiumi poi campi poi l'alba era viola,
bianche le torri che infine toccò,
ma c'era tra la folla quella nera Signora
e stanco di fuggire la sua testa chinò
"Eri tra la gente nella capitale
so che mi guardavi con malignità
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale
son scappato via ma ti ritrovo qua!"

4. "Sbagli, ti inganni, ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignità,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l'altro ieri là€
T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per aspettar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua".

Non è poi così lontano Samarcanda,
corri cavallo, corri di là...
ho cantato insieme a te tutta la notte
corri come il vento che ci arriverà.

"Oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh".

(Top)

YESTERDAY

Yesterday è una delle più celebri canzoni dei Beatles, tanto da contare circa duecentocinquanta versioni (fonte: Wikipedia). L'arrangiamento Musicamedia porta il tema dalla tonalità di FA maggiore a quella di DO maggiore, per consentire un più agevole abbinamento alla voce.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

La canzone si basa su due temi: un tema "a" di 7 battute e un tema "b" di 4 battute, ripetuto sempre due volte con il primo finale al 3 grado e secondo finale alla tonica. Lo schema complessivo dell'arrangiamento è: "a - a - b-b' - a - b-b' - a", più due battute iniziali e altre due conclusive.
Dopo le due battute di avvio, entra il primo tema con la voce dei flauti soprano e contralto; la ripetizione del tema è affidata ancora ai flauti soprano ma affiancati ora dai flauti tenore, mentre un flauto soprano solista intona un controcanto. (Top)

secondo temasecondo tema

Segue il secondo tema, sempre con i flauti soprano e contralto prima e poi con i flauti tenore.

ripresa del tema ripresa del tema "a"

La ripresa del tema "a" vede coinvolti tre strumenti: il flauto contralto, il flauto basso e la tastiera. Anche il ritmo dell'accompagnamento si modifica, divenendo più percussivo sul ritmo di semiminime. In seguito torna il tema "b", con l'intervento dello xilofono e infine nuovamente il tema "a" con i flauti soprano, mentre un soprano solista e gli altri strumenti melodici contrappuntano l'ultima apparizione di questa bella melodia. La ripetizione rallentata della coda del tema conclude l'arrangiamento. (Top)

Yesterday

Yesterday, all my troubles seemed so far away,
Now it looks as though they're here to stay,
Oh I believe in yesterday.
Suddenly, I'm not half to man I used to be,
There's a shadow hanging over me.
Oh yesterday came suddenly.
Why she had to go€
I don't know she woldn't say.
I said something wrong,
now I long for yesterday.
Yesterday, love was such an easy game to play,
Now I need a place to hide away,
Oh I believe in yesterday.

Ieri

Ieri, tutti i miei problemi sembravano allontanarsi
Adesso sembrano quasi che stiano di casa qui
Oh io credo in ieri
Improvvisamente, non sono l'uomo che ero
C'è un'ombra che sta sopra di me
Oh ieri è venuto improvvisamente
Perche lei se ne dovuta andare€
Non so, non l'ha voluto dire
Ho detto qualcosa di sbagliato
Ora vorrei che fosse ieri
Ieri, l'amore era un gioco così facile da giocare
Ho bisogno di un posto dove nascondermi
Oh, io credo in ieri. (Top)

(Top)

LA VITA È BELLA

La vita è bella è la celebre colonna sonora scritta da Nicola Piovani per l'omonimo film di Roberto Benigni del 1997, che nel 1999 vinse ben tre premi Oscar, tra cui quello per la miglior colonna sonora drammatica.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

Si comincia con una introduzione, facoltativa come sempre, basata sull'alternanza tonica-dominante e sul progressivo inserimento dei vari strumenti e del caratteristico ritmo dell'accompagnamento. (Top)

tema alla battuta 12tema alla battuta 12

Il tema entra alla battuta 12, proposto dai flauti contralto e tenore all'unisono. Gli altri strumenti si occupano intanto di realizzare la base armonica e ritmica. Il ritmo dell'accompagnamento è caratterizzato da due schemi fondamentali, uno dei quali contiene la sincope nel primo movimento, mentre l'altro è formato dalla sequenza croma due semicrome due crome nel primo movimento e il contotempo in crome nel secondo movimento. (Top)

tonalità relativa minoretonalità relativa minore

Il tema passa poi alla tonalità relativa minore. L'alternanza maggiore-minore si ripete in seguito con il tema affidato al registro medio del flauto soprano. La terza ripetizione vede protagonista ancora il flauto soprano, nel registro acuto.

clima più riflessivoclima più riflessivo

Alla battuta 52 il clima si fa momentaneamente più riflessivo, il ritmo caratteristico si interrompe mentre il tema si intristisce un po'. Ma non ci vuole molto perché ritorni alla serenità iniziale. Infatti nella battuta 68 riecco il modo maggiore, ma in una nuova tonalità, quella di fa, alternata a re minore. In battuta 92 c'è un passaggio modulante che riporta il tema nella sua tonalità originaria di do maggiore, cosa che avviene nella battuta 98. Ma si tratta solo di una momentanea ripresa del tema in canone, prima della coda conclusiva.

(Top)

Musicamedia di Giovanni Ferracin pagine viste

free web stats
da novembre 2008