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Musica del periodo Barocco

Titoli della categoria Musica del Barocco.
Ogni titolo comprende:
1) la partitura in formato pdf;
2) tutte le parti staccate in formato pdf;
3) la versione midi.
Nelle colonna Demo puoi vedere il pdf e ascoltare il midi della parte iniziale delle partiture. Puoi acquistare i singoli titoli o l'intero gruppo (20% sconto).
Gli invii vengono effettuati via posta elettronica in cartelle ".zip".

BAROCCO Gruppo 1, 10 titoli:

ID Titolo Info Demo Acquisto
GF025 Aria sulla 4ª corda dalla III suite per orchestra di J. S. Bach pag. 4+ps, liv. difficile pdf - midi €5,50
GF048 Basse de Trompette Jean-Françoise d'Andrieudi pag. 4+ps, liv. difficile pdf - midi €5,50
GF047 Canone Johann Pachelbel pag. 12+ps, liv. difficile pdf - midi €9,50
GF010 Gavotta 808 di Bach dalla Suite in Sol minore BWV 808 pag. 2+ps, liv. facile pdf - midi €5,00
GF065 Gavotta 816 di Bach dalla Suite Francese V in Sol, BWV 816 pag. 2+ps, liv. difficile pdf - midi €5,00
GF069 La Primavera, Allegro op. VIII n. 1, I° movimento, di Antonio Vivaldi pag. 8+ps, liv. difficile pdf - midi €7,50
GF073 La Primavera, Largo op. VIII n. 1, II° movimento, di Antonio Vivaldi pag. 4+ps, liv. difficile pdf - midi €5,50
GF074 La Primavera, Pastorale op. VIII n. 1, III° movimento, di Antonio Vivaldi pag. 7+ps, liv. difficile pdf - midi €7,00
GF045 L'Inverno, Largo op. VIII n. 4, II° movimento, di Antonio Vivaldi pag. 3+ps, liv. difficile pdf - midi €5,00
GF011 Minuetto di Bach dal "Klavierbüchlein" per Anna Magdalena pag. 2+3, liv. medio pdf - midi €5,00
GRB1 BAROCCO1 Gruppo completo titoli 10; pag. 48+ps; (-20%) €48,40

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BAROCCO Gruppo 2, 7 titoli:

ID Titolo Info Demo Acquisto
GF085 Adagio in Re minore dal Concerto per oboe di Alessandro Marcello pag. 3+5, liv. facile (diff. sol.) pdf - midi €5,00
GF060 Gloria in excelsis Deo Antonio Vivaldi, RV689 pag. 7+11, liv. difficile pdf - midi €7,00
GF094 Lo conosco a quegli occhietti La Serva padrona, G.B. Pergolesi (1710-1736) pag. 4+5, liv. difficile pdf - midi €5,50
GF092 Sempre in contrasti La Serva padrona, G.B. Pergolesi (1710-1736) pag. 4+5, liv. difficile pdf - midi €5,50
GF093 Stizzoso mio stizzoso La Serva padrona, G.B. Pergolesi (1710-1736) pag. 3+4, liv. medio pdf - midi €5,00
GF095 Stabat Mater G.B. Pergolesi (1710-1736) pag. 3+7, liv. medio pdf - midi €5,00
GF084 Te Deum, Preludio M. A. Charpentier (1643 - 1704) pag. 2+5, liv. medio pdf - midi €5,00
GRB2 BAROCCO2 Gruppo completo titoli 7; pag. 26+ps; (-20%) €30,40

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ARIA SULLA 4a CORDA

Dalla III suite per orchestra di J. S. Bach. Questa famosissima aria, detta "Sulla 4ª corda", si compone di due sezioni ritornellate, secondo uno schema ' A A B B ', tipico di quel periodo. Nella prima sezione 'A' troviamo la prima parte del tema, formato da tre frasi, per un totale di dodici battute; nella seconda sezione 'B' abbiamo la seconda parte del tema, che consiste di sei frasi, quindi più lunga e con maggiore varietà ritmico melodica.

pagina iniziale dell'arrangiamento Aria sulla 4ª corda di J. S. Bachpagina iniziale dell'arrangiamento

Nel mio arrangiamento ho distinto le due ripetizioni della prima parte. Nella prima esposizione della sezione 'A' il tema è eseguito da flauti contralti e tenori all'unisono, accompagnati da una parte di basso eseguita dalla chitarra e da una parte polifonica affidata alla tastiera, da eseguirsi con un timbro morbido per non disturbare il tema principale. (Questa prima esposizione del tema si può omettere, in tal caso si esegue due volte la seconda esposizione, da battuta 13 a 24.)
Nella seconda esposizione della sezione 'A' il tema è affidato ai flauti soprani primi, mentre flauti contralti e tenori hanno parti armoniche con brevi spunti polifonici. La chitarra e la tastiera eseguono la stessa parte, salvo alcuni piccoli particolari. Xilofono e percussioni completano l'arrangiamento con parti decorative.
(Se non si esegue la prima esposizione della sezione 'A', questa seconda esposizione va ripetuta.)
La sezione 'B' è lunga il doppio della precedente, è più varia ed articolata. Il tema principale è, per le prime due frasi, affidato al flauto soprano 1; nella terza frase passa al flauto contralto e tenore all'unisono, quindi nella quarta frase è eseguito da flauti contralti e soprani 1 all'ottava. La quinta frase vede il passaggio del tema dalla coppia tenore / contralto a quella contralto / soprano e, infine, il flauto soprano 1 propone la sesta ed ultima frase.

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BASSE DE TROMPETTE

Jean-François d'Andrieu (1682 - 1738) visse a Parigi. Fu bambino prodigio: già a 5 anni si esibiva al clavicembalo davanti a Madame, cognata di Luigi XIV. Organista in varie chiese, scrisse soprattutto per organo e clavicembalo, ma pure per violino e orchestra.

pagina iniziale dell'arrangiamento pagina iniziale dell'arrangiamento

La composizione originale è un "Basse de Trompette" per organo, in cui il compositore mette in evidenza il registro ad ancia di "Trompette" nella zona medio grave, affidato alla mano sinistra, contrapposto al timbro delle altre due voci con registri di flauto, eseguite dalla mano destra. Il tema, vivace e brillante, è caratterizzato dal ritmo acefalo con le due semicrome che precedono quattro crome ribattute.
Nella mia trascrizione per orchestra Musicamedia, ho affidato la parte della trompette al flauto tenore unitamente alla tastiera elettronica, la quale dovrà suonare all'ottava bassa e con il timbro di corno inglese, o simile (oboe, sax tenore, ecc). La parte della tastiera così allestita permetterà di riprodurre l'effetto di contrasto timbrico voluto dall'autore.
Le altre due parti originali sono quelle del flauto soprano primo e del flauto contralto.
Xilofono, chitarra, percussioni e flauto soprano secondo completano e sostengono l'armonia e contribuiscono ad una maggiore varietà timbrica. Queste parti aggiunte suoneranno sempre con discrezione, senza mai sovrastare le parti originali.

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CANONE DI PACHELBEL

Johann Pachelbel nacque e morì a Norimberga (fu battezzato il 1° settembre 1653, sepolto il 9 marzo 1706). Dal 1673 al 1677 fu allievo di J. K. Kerll e aiuto organista nel Duomo di S. Stefano, a Vienna. Fu poi organista a Eisenach, Erfurt, quindi "Hof-Musicus und Organist" alla corte della duchessa Magdalena Sybilla del Württemberg e infine organista in S. Sebaldo nella natia Norimberga. Il demo presenta alcune delle variazioni canoniche, le più semplici, complete in tutte le parti. Ne risulta una versione facilitata, perfettamente eseguibile.

prima esposizione del basso ostinatoprima esposizione del basso ostinato

Il celebre Canone è tratto dal Canon à 3 Violini con suo Basso e Gigue. Sopra un basso ostinato che si ripete 29 volte si susseguono 26 variazioni che si sovrappongono in successione nelle tre voci canoniche, qui affidate al flauto soprano 1°, al flauto contralto e al flauto tenore. Il basso ostinato con il suo arpeggio è assegnato alla chitarra e alla tastiera. (Top)

prima sezione di raccordo parte acuta del flauto sopranoprima sezione di raccordo parte acuta del flauto soprano

Le tre voci "canoniche" devono affrontare, in talune variazioni, delle difficoltà notevoli. Nell'esempio vediamo delle note molto acute per il flauto soprano 1°. Lo stesso passaggio si trova otto battute più avanti nella parte del flauto tenore. È consigliabile che questi passaggi siano eseguiti da solisti, per questioni di equilibrio fonico. In altre parole, le note dal la sopra il rigo in su saranno eseguite da un solo flauto, il resto della sezione rientrerà subito dopo.

passaggio difficile per il soprano e per il tenorepassaggio difficile per il soprano e per il tenore

Ecco un altro passaggio difficile per il soprano e per il tenore. Alla difficoltà delle note acute si somma quella del ritmo più incalzante.

note acute del contraltonote acute del contralto

Le note acute del contralto risultano più facilmente eseguibili, per la diversa configurazione melodica. Anche qui è consigliabile eseguirle con un solo flauto contralto, sempre per questioni di equilibrio fonico.

due proposte ritmiche, triangolo e legnettidue proposte ritmiche, triangolo e legnetti

Le due proposte ritmiche, triangolo e legnetti, ad libitum come al solito, vanno eseguite con grande delicatezza. (Top)

conclusione del Canoneconclusione del Canone

La conclusione del Canone vede il progressivo diradarsi degli strumenti, mentre le variazioni finali sono a mano a mano più tranquille, nella loro componente ritmica, finché l'ultima si svolge in un ritmo di semiminime. Al flauto tenore spetta l'esposizione conclusiva di questa variazione, ma le due battute finali sono affidate al flauto contralto per una maggiore dolcezza di suono.
Considerando 1) la notevole durata del brano, 2) le difficoltà di taluni passaggi per le tre voci che realizzano il canone e 3) la sua perfetta modularità, si possono prevedere esecuzioni parziali, liberamente escludendo alcune delle variazioni (confidando nella clemenza di Pachelbel, il quale non vorrà negarcela, dato il carattere didattico di queste esigenze).
A titolo di esempio, la partitura demo, liberamente scaricabile cliccando "pdf" nell'indice, riporta le variazioni iniziali e quelle finali.

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GAVOTTA BACH BWV808

Questa meravigliosa e dolcissima melodia si trova nella Suite inglese in Sol minore BWV 808, piccola parentesi di serenità in una serie di movimenti più seriosi.

pagina iniziale dell'arrangiamento pagina iniziale dell'arrangiamento

Le parti originali sono flauto soprano 1 (melodia principale), flauto contralto e flauto tenore (accompagnamento). Le due parti di accompagnamento sono state suddivise tra contralto e tenore, per evitare che uno dei due strumenti avesse un'unica nota lunga da suonare per tutto il brano. Lo xilofono ricama la melodia con il suo tocco brillante accentuandone gli accenti. La chitarra esegue una specie di pedale di tonica, qua e là variato da altre note. La tastiera ha una sua parte autonoma con qualche spunto imitativo, ma può anche eseguire la melodia originale o l'accompagnamento. Le percussioni sottolineano il ritmo ed arricchiscono la sonorità generale.

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GAVOTTA BACH 816

Bach scrisse le 6 "Suites pour le Clavessin" a Köten, dove resse, dal 1716 al 1723, la carica di maestro di cappella del principe Leopoldo d'Anhalt.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

La Gavotta dalla quinta suite francese BWV 816 di Bach, presenta una scrittura a tre parti, che ho cercato di adattare all'organico dell'orchestra Musicamedia.
La tonalità è stata abassata a Fa maggiore. Ho affidato la parte superiore al flauto soprano, senza necessità di alcun aggiustamento particolare, salvo l'abbassamento a Fa maggiore, già citato.
La parte centrale, che nell'originale clavicembalistico è eseguita dalla mano destra insieme alla voce acuta, è suonata in questa versione dal flauto dolce contralto. Una sola nota non corrisponde al profilo originale: si tratta del sol di battuta 22 che è scritto all'ottava sotto. Per due volte nella versione originale manca, salvo poche note, la terza voce interna, in corrispondenza delle frasi D ed E: nel primo caso il contralto segue la voce grave, nel secondo caso raddoppia la parte acuta insieme al soprano.
I flauti tenore e basso collaborano per la realizzazione della terza voce della gavotta, che si estende su una ampia tessitura; dove necessario sono stati applicati spostamenti di ottava. Nella frase D il flauto basso tace, proprio per questioni di estensione. La terza voce è proposta in modo integrale dalla tastiera.
Esaurite le voci originali, ho inserito alcune note per il flauto soprano secondo, poche note allo xilofono e alla chitarra, nonché una traccia ritmica per triangolo e legnetti.
Consiglio vivamente di eseguire le semiminime ben staccate e di articolare le quartine di crome alternando due crome legate e due staccate.

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LA PRIMAVERA, ALLEGRO - VIVALDI

Il concerto per violino La Primavera di Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 - Vienna, 28 luglio 1741), fa parte dell'op. VIII Il cimento dell'armonia e dell'inventione. Questo arrangiamento, per orchestra scolastica di flauti dolci ed altri strumenti, presenta il primo movimento Allegro in modo integrale. Alcune semplificazioni di scrittura sono state apportate nei passaggi maggiormente virtuosistici. La versione demo di questo arrangiamento è autonoma e completa in tutte le sue parti, perciò perfettamente eseguibile; riporta il tema principale iniziale, la prima sezione solistica e poi si ricollega alla conclusione.

pagina iniziale dell'arrangiamento

pagina iniziale dell'arrangiamento

La tonalità originale MI maggiore è stata portata a FA maggiore. Nelle sezioni del tutti, il flauto soprano primo ha il tema principale, il flauto soprano secondo suona una parte di ripieno facilitata. Il flauto contralto ha una parte tematica secondaria che segue il tema principale alla terza inferiore, mentre il flauto tenore esegue un controtema. Il basso armonico è affidato al flauto basso, allo xilofono, alla chitarra e alla tastiera. In questo modo non sarà difficile ottenere una esecuzione completa anche non disponendo di uno strumento non ancora molto diffuso come il flauto basso e, d'altra parte, si può allestire una esecuzione per soli flauti dolci. Il timbro dello xilofono va inserito con una certa delicatezza nell'insieme, curando che rimanga sempre in secondo piano. (Top)

primo episodio solisticoprimo episodio solistico

Il primo episodio solistico descrive i versi ...festosetti / La salutan gl'augei con lieto canto. Le parti sono affidate a tre solisti: flauto soprano, contralto, tenore. La scaletta discendente in biscome, di difficile esecuzione al flauto dolce, è stata facilitata trasformandola in un semplice salto di quinta, però l'originale è proposto dalla tastiera, con cui risulta più agevole l'esecuzione di questo passaggio.

secondo episodiosecondo episodio

Dopo una brevissima riproposta della seconda parte del tema iniziale, ecco il secondo episodio, relativo ai versi E i fonti allo spirar de' zeffiretti / Con dolce mormorìo scorrono intanto. I tre strumenti solisti in questo caso sono sostenuti dal resto dell'orchestra in "p". (Top)

episodio della tempestaepisodio della tempesta

L'episodio della tempesta, relativo ai versi Vengon coprendo l'aer di nero manto / E lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti, presenta le maggiori difficoltà virtuosistiche. Tutti i tre elementi costitutivi di questa sezione sono stati semplificati. Nella prima battuta si vede il ribattuto di semicrome invece che biscrome. Va tenuto presente, comunque, che con una non troppo complicata tecnica di lingua è possibile realizzare le biscome. Nella seconda battuta vediamo l'altra semplificazione apportata, simile a quella descritta nel primo episodio, ovvero la sostituzione della scala ascendente in biscrome con il salto di ottava. Analogamente, la tastiera riporta la le biscome originarie

due livelli di semplificazionedue livelli di semplificazione

Qui notiamo due livelli di semplificazione relativi alla parte solistica. In un primo momento sono state semplificate le sestine di semicrome che sono diventate semplici semicrome regolari. Poi, rimanendo comunque alta la difficoltà in certi passaggi, ho aggiunto in un pentagramma alternativo una versione ulteriormente facilitata, in cui le semicrome diventano (Top)

riproposta del tema inizialeriproposta del tema iniziale

Dopo la riproposta del tema iniziale da parte dell'intera orchestra, in tono di RE minore, nella stessa tonalità ecco il quarto episodio, che illustra i versi Indi tacendo questi, gl'augelletti / Tornan di nuovo al lor canoro incanto. In un'atmosfera diradata e sospesa, sembra di vedere gli augelletti che escono circospetti dal loro rifugio e poi ricominciano con in loro trilli e gorgheggi.

quinto episodioquinto episodio

Il quinto episodio è il più corto e consiste in una fioritura di semicrome che preparano il ritorno definitivo del tema principale, a conclusione di questo meraviglioso primo movimento del concerto La Primavera di Vivaldi.

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LA PRIMAVERA, LARGO - VIVALDI

Il concerto per violino La Primavera di Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 - Vienna, 28 luglio 1741), fa parte dell'op. VIII Il cimento dell'armonia e dell'inventione. Questo arrangiamento, per orchestra scolastica di flauti dolci ed altri strumenti, presenta il secondo movimento Largo in modo integrale. La versione demo di questo arrangiamento è autonoma e completa in tutte le sue parti, perciò perfettamente eseguibile; riporta le prime 18 battute su 39, fino alla cadenza in LA minore. Nel caso di esecuzione della versione demo, si consiglia di interrompere con una nota lunga sulla prima nota del terzo movimento.

pagina iniziale dell'arrangiamento pagina iniziale dell'arrangiamento

Come per il primo movimento, Allegro, e per il terzo Pastorale, anche qui la tonalità originale MI maggiore è stata portata a FA maggiore.
In questo secondo movimento ho adottato alcuni accorgimenti di scrittura:
- non ho aggiunto una parte per flauto sopran 2. Una parte più facile per flauto soprano può essere ricavata facendo suonare solo alcuni passaggi più semplici, evitando note troppo acute o alterate.
- ho scritto due versioni della parte del flauto soprano 1; in quella principale, che si sviluppa nell'estensione medio bassa dello strumento, ho dovuto modificare l'altezza relativa di due LA, nelle battute 14 e 31. A parte il DO# basso, è abbastanza agevole da suonare, adatta ad una esecuzione da parte di più flauti. L'altra versione è scritta all'8va alta, mantiene il profilo originario della melodia anche per le due note summenzionate, ma richiede maggior perizia esecutiva in quanto l'estensione si estende fino al DO# e RE sovracuto, note estreme dello strumento. Questa versione è da affidare ad un solista, non va suonata con più flauti.
- ho riunito le parti di flauto basso e tastiera in un unico rigo e lo stesso ho fatto per xilofono e chitarra, con la stessa parte ma con gli opportuni adattamenti.

pagina iniziale dell'arrangiamento pagina iniziale dell'arrangiamento

Notiamo qui il punto in cui ho dovuto cambiare il profilo originario della melodia sulla nota LA. Si vede anche la versione alternativa che rispetta l'andamento melodico voluto da Vivaldi.

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LA PRIMAVERA, PASTORALE - VIVALDI

Il concerto per violino La Primavera di Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 - Vienna, 28 luglio 1741), fa parte dell'op. VIII Il cimento dell'armonia e dell'inventione. Questo arrangiamento, per orchestra scolastica di flauti dolci ed altri strumenti, presenta il terzo movimento Pastorale in modo integrale. La versione demo di questo arrangiamento è autonoma e completa in tutte le sue parti, perciò perfettamente eseguibile; riporta le battute iniziali e quelle conclusive, con il taglio da metà dell battuta 12 fino a metà della battuta 79.

Come negli primi due movimenti, Allegro e Largo, la tonalità originale MI maggiore è stata portata a FA maggiore. In questo secondo movimento ho adottato alcuni accorgimenti di scrittura:
- non ho aggiunto una parte per flauto soprano 2. Una parte più facile per flauto soprano può essere ricavata facendo suonare solo alcuni passaggi più semplici, evitando note troppo acute o alterate.
- ho riunito le parti di flauto basso e tastiera in un unico rigo e lo stesso ho fatto per xilofono e chitarra, con gli opportuni adattamenti. In questo caso, quando l'estensione della parte per chitarra scende sotto il DO centrale, lo xilofono si limiterà ad eseguire l'altra nota presente. (Top)

primo episodio solisticoPrimo episodio solistico

primo episodio solistico, affidato al flauto soprano.

tema in re minoretema in re minore

Al termine del primo episodio solistico, ritorna brevemente il tema però nel tono relativo minore, RE minore. (Top)

passaggio con spunti imitativipassaggio con spunti imitativi

Gli sviluppi della proposta del tema in minore portano ad un passaggio con spunti imitativi basati su incisi di due terzine di crome

secondo episodiosecondo episodio

Il secondo episodio impegna solisti di tutti i reparti; inizia il flauto soprano, poi si aggiungono flauto contralto e tenore (Top)

continuazione del secondo episodiocontinuazione del secondo episodio

Lo continuazione del secondo episodio sviluppa un inciso molto brillante, eseguito dal flauto soprano, mentre contralto e tenore sostengono con note ribattute, in una atmosfera rarefatta e delicata a cui verso la fine si aggiunge il flauto basso.

ripresa del tema principaleripresa del tema principale

Torna la piena orchestra con la ripresa del tema principale nella tonalità originaria, che presto muta di modo. (Top)

imitazioni e vari sviluppiimitazioni e vari sviluppi

... e passa al FA minore, con imitazioni e vari sviluppi.

ultimo episodio solisticoultimo episodio solistico

Il flauto contralto propone l'ultimo episodio solistico, non tanto per una questione di estensione, quanto piuttosto per la difficoltà di eseguire l'iniziale scala cromatica da parte del flauto soprano. Il brano si conclude con il ritono del tema principale eseguito da tutta l'orchestra.

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L'INVERNO, LARGO - VIVALDI

Questa celebre melodia di Vivaldi è la trasposizione del secondo movimento del concerto in fa minore op VIII n. 4 "L'Inverno". Nell'op. VIII, intitolata "Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione", prima pubblicazione ad Amsterdam nel 1725, i primi quattro concerti sono raccolti sotto il titolo "Le Quattro Stagioni", ognuno accompagnato da un sonetto dimostrativo, che Vivaldi riporta in partitura. I versi corrispondenti a questo movimento recitano: "Passar al foco i dì quieti e contenti / Mentre la pioggia fuor bagna ben cento".

pagina iniziale dell'arrangiamento pagina iniziale dell'arrangiamento

Nella trascrizione, la tonalità è do maggiore, con modulazione a sol maggiore a partire dalla battuta 5 fino a battuta 10. Il flauto soprano 1 esegue la melodia principale del violino solista. Al flauto soprano 2 è affidato il controcanto delle viole. I flauti contralti e tenori hanno la parte più difficile; a loro infatti è assegnato il pizzicato dei violini primi e secondi. Può essere utile, per superare le asperità di queste due parti, ricorrere a qualche espediente, che veda la divisione del lavoro fra due gruppi in ogni sezione. Per esempio, si può alternare i due gruppi ogni due movimenti, oppure ogni battuta, dando modo ad ogni gruppo di respirare con comodo e prepararsi alle note successive. Lo xilofono accompagna con semplici bicordi, mentre chitarra e tastiera realizzano il basso armonico originale. Ho aggiunto qualche nota per le percussioni, ad libitum, da eseguirsi con molta discrezione.

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MINUETTO DI BACH

Questo minuetto è tratto dal "Klavierbüchlein" per Anna Magdalena, trasportato nella tonalità di FA maggiore.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

Le due parti originali di questo celebre minuetto di Bach sono affidate al flauto 1 e al flauto tenore. La melodia del flauto 1 è impegnativa, sia per l’estensione che arriva al "la" acuto che per il "si b". Anche la melodia del flauto tenore non è facile, soprattutto per la presenza di ampi salti che su questo strumento sono più ardui da realizzare. Ho aggiunto la parte del contralto inserendo qua e là piccole imitazioni o parallellismi con le due parti originali, onde renderla stilisticamente omogenea. Il flauto 2 ha semplici note di riempimento armonico.

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ADAGIO RE MINORE - A. MARCELLO

Il Concerto in re minore per oboe e orchestra fu scritto da Alessandro Marcello nel 1716. J.S.Bach ne realizzò una trascrizione (BWV 974) che testimonia la fama di cui godette questa composizione. Il secondo movimento, qui presentato, per il suo carattere dolce e malinconico, è stato inserito nella colonna sonora di molti film (per es. Anonimo veneziano).

pagina iniziale dell'arrangiamento Adagio in re minore di A. Marcellopagina iniziale dell'arrangiamento

Trattandosi di un concerto solista, esiste una grande diversità nella difficoltà di esecuzione del flauto soprano solo rispetto alle parti di accompagnamento. Il solista ha una parte molto difficile ed impegnativa, gli altri strumenti ne affrontano una facile.
In questo arrangiamento per orchestra scolastica, il ruolo del solista può essere assegnato sia ad un flauto soprano, sia ad una tastiera con il timbro di oboe, a seconda delle potenzialità presenti in classe. La chitarra ha una parte sdoppiabile fra due esecutori o gruppi distinti: un gruppo eseguirà le singole crome ripetute; l'altro realizzerà gli arpeggi. Alle battute 28 e 29 si trova un particolare procedimento di scrittura detta emiolia, in cui troviamo tre battute da due quarti mimetizzate in due battute da tre quarti. La parte della chitarra con i suoi arpeggi evidenzia detto procedimento. Poco più avanti, alle battute 31 - 32 e 33 - 34, possiamo osservare una doppia emiolia.

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GLORIA RV689 - VIVALDI

Il Gloria RV689 è una composizione articolata in 12 numeri: 1 Gloria in excelsis; 2 Et in terra pax; 3 Laudamus te; 4 Gratias agimus; 5 Propter magnam gloriam; 6 Domine Deus; 7 Domine Fili Unigenite; 8 Domine Deus, Agnus Dei; 9 Qui tollis; 10 Qui sedes; 11 Quoniam; 12 Cum Sancto Spiritu. L'arrangiamento qui presentato riguarda il brano iniziale.

pagina iniziale dell'arrangiamento pagina iniziale dell'arrangiamento

Il tema iniziale di questa celebre pagina è così incisivamente potente e immediato, da stamparsi istantaneamente nella memoria dell'ascoltatore. Utilizzando elementi armonici e ritmici basilari estremamente semplici, ha la facoltà di essere riconosciuto immediatamente, come se albergasse latente nel nostro animo, pronto ad emergere alla prima occasione. Ben sette battute e mezza nell'accordo di tonica sono necessarie per presentare il motivo principale del brano, prima di procedere con una luminosa progressione che porta alle cadenze di dominante e di tonica, quando entra il coro. Le semicrome della progressione a note alternate non sono agevoli da eseguire con i flauti in andamento così veloce, per questo motivo ho affidato ai soprani la nota acuta in ritmo di crome, mentre i contralti realizzano le semicrome su nota ribattuta. Tale accorgimento si rende necessario per le esecuzioni a flauti soli. Con l'orchestra Musicamedia al completo, il ritmo di semicrome a note alternate si trova alla tastiera. Le parti originarie del coro sono integrate nelle parti dei flauti e della tastiera. La chitarra segue il flauto basso realizzando il sostegno armonico. Lo xilofono ricalca ora una, ora l'altra parte, integrandosi nell'insieme. In questo arrangiamento ho ritenuto di non inserire le solite percussioni, ma ritengo possibile e utile, in un contesto didattico, inserire un timpano a sostegno del ritmo base dattilico.

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LO CONOSCO, DA LA SERVA PADRONA - PERGOLESI

"La Serva Padrona", di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) su libretto di Gennarantonio Federico, è un intermezzo comico in due parti, da offrire al pubblico nelle pause tra gli atti dell’opera seria "Il prigionier superbo", dello stesso autore, rappresentata per la prima volta il 28 agosto del 1733 al Teatro San Bartolomeo di Napoli. La versione demo è autonoma ed eseguibile.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

Anche questo arrangiamento Musicamedia del duetto "Lo conosco a quegli occhietti" dalla "Serva padrona" di Pergolesi è una sintesi che riduce a 58 le 116 battute originali. La partitura presenta la prima sezione del duetto, fino alla cadenza orchestrale in RE maggiore.
Per ulteriori osservazioni sulla struttura e sull'organico si veda il commento al primo brano della serie dedicata a "La Serva padrona" qui

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SEMPRE IN CONTRASTI, DA LA SERVA PADRONA - PERGOLESI

"La Serva Padrona", di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) su libretto di Gennarantonio Federico, è un intermezzo comico in due parti, da offrire al pubblico nelle pause tra gli atti dell’opera seria "Il prigionier superbo", dello stesso autore, rappresentata per la prima volta il 28 agosto del 1733 al Teatro San Bartolomeo di Napoli. La versione demo è autonoma ed eseguibile.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

L'aria "Sempre in contrasti" ha struttura tripartita "A - B - A", la tipica "aria col daccapo". Nell'arrangiamento Musicamedia ho mantenuto la struttura tripartita, ma riducendo le dimensioni in quanto ho inserito la sezione "B", priva della sua coda finale, a metà circa della sezione "A", per poi proseguire e concludere con il resto dell'aria. Ho fatto questo perché ritengo che l'esecuzione integrale con i flauti senza il testo cantato sia eccessivamente lunga.
In questa partitura c'è una semplificazione dell'organico, come si può evincere dall'immagine. Non ci sono le piccole percussioni, lo xilofono è associato alla parte di flauto soprano 2, la tastiera riprende o sostituisce la parte di flauto basso, ma può prendere anche una qualsiasi delle altre voci. Anche la chitarra è associata alla parte di flauto basso; se è necessario semplificare l'esecuzione di alcuni passaggi scomodi, si può evidenziare alcune note sui tempi forti della battuta, oppure evitare di eseguire le crome nella suddivisione debole del movimento. (Top)

pagina dell'arrangiamentoinizio sez B

Vediamo qui l'inizio della sezione "B" a battuta 25

pagina dell'arrangiamentoripresa della sez. A

Alla battuta 46 riprende la sezione "A", continuando da dove era stata interrotta, fino alla sua conclusione.

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STIZZOSO MIO STIZZOSO, DA LA SERVA PADRONA - PERGOLESI

"La Serva Padrona", di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) su libretto di Gennarantonio Federico, è un intermezzo comico in due parti, da offrire al pubblico nelle pause tra gli atti dell’opera seria "Il prigionier superbo", dello stesso autore, rappresentata per la prima volta il 28 agosto del 1733 al Teatro San Bartolomeo di Napoli. La versione demo è autonoma ed eseguibile.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

L'arrangiamento Musicamedia dell'aria "Stizzoso mio stizzoso" riduce le dimensioni originali, inserendo la sezione "B" circa a metà della sezione "A", e mantiene la struttura tripartita "A - B - A" con la ripetizione della prima parte, che è da considerarsi obbligatoria.
Per ulteriori osservazioni sulla struttura e sull'organico si veda il commento al primo brano della serie dedicata a "La Serva padrona" qui

inizio sezione Binizio sez B

In questa immagine vediamo le due conclusioni della prima sezione, la prima che porta avanti alla sezione "B", la seconda che conduce alla "Fine".
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STABAT MATER - PERGOLESI

Lo "Stabat Mater" è una sequenza latina, composta di 20 strofe di tre versi, il cui testo è attribuito a Jacopone da Todi (1233-1306). Molti compositori ci hanno lasciato la loro versione di questa preghiera e fra tutte spicca quella di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736). A richiedere la nuova composizione fu la laica confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo, per officiare alla liturgia della Settimana Santa, in sostituzione della precedente versione di Alessandro Scarlatti (1660-1735). Pergolesi portò a termine la composizione dell'opera poco prima della morte, a causa della tisi, nel 1736.

pagina iniziale dell'arrangiamentopagina iniziale dell'arrangiamento

L'arrangiamento presenta il duetto iniziale dello Stabat Mater pergolesiano, in una versione completa di tutte le sue 47 battute. Dopo l'introduzione strumentale di 11 battute, le voci del contralto e del soprano sono, in questo arrangiamento, rappresentate rispettivamenta dal flauto contralto e dal flauto soprano. Il flauto basso ha l'impegnativa parte del basso continuo, mentre il flauto tenore esegue normalmente la parte della viola. Il flauto soprano 2 ha, come al solito, una parte facilitata, estrapolata dalle altre voci.

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TE DEUM, PRELUDIO - CHARPENTIER

Il preludio del Te Deum H.146 di Marc-Antoine Charpentier è una delle melodie più famose, grazie al fatto che è adottato quale sigla dell'Eurovisione.

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La sua struttura formale consiste nell'alternanza di un ritornello a due sezioni diverse, secondo lo schema A - A - B - A - C - A. La sezione A espone il tema con energia e l'organico al completo, mentre le due sezioni B e C contrastano nella timbrica e nella sonorità , che si fanno più attenuate. Nell'arrangiamento Musicamedia, l'esposizione del tema (nell'originale affidato alle trombe) è compito del flauto soprano 1, con l'aggiunta ad libitum dello xilofono e di una delle tastiere. Gli altri strumenti realizzano un accompagnamento che vede una scrittura prettamente contrappuntistica. Le percussioni intervengono soprattutto con il tamburo, oltre a qualche tocco di triangolo. (Top)

la seconda sezionela seconda sezione

Nella sezione B il tema è presentato dal contralto, con un lieve accompagnamento degli altri strumenti, escluse le percussioni. Il flauto soprano 1 ha una parte scritta in caratteri più piccoli, intendendosi che può, a piacere, sia aggiungersi al contralto sia sostituirlo se necessario.

la terza sezionela terza sezione

Per la terza sezione C valgono le stesse considerazioni esposte sopra per la sez. B.

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Musicamedia di Giovanni Ferracin pagine viste

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da novembre 2008