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Musica antica - Medioevo e Rinascimento

Titoli della categoria Musica antica - Medioevo e Rinascimento.
Ogni titolo comprende:
1) la partitura in formato pdf;
2) tutte le parti staccate in formato pdf;
3) la versione midi.
Nelle colonna Demo puoi vedere il pdf e ascoltare il midi della parte iniziale delle partiture. Puoi acquistare i singoli titoli o l'intero gruppo (20% sconto).
Gli invii vengono effettuati via posta elettronica in cartelle ".zip".

N. 6 titoli in questo gruppo:

ID Titolo Info Demo Acquisto
GF111 Epitaffio di Sicilo Melodia frigia, II sec. a.C. / I sec. d.C. pag. 2+ps, liv. facile pdf - midi €5,00
GF109 Greensleeves Tradizionale, Inghilterra (Sec. XVI) pag. 5+ps, liv. medio pdf - midi €6,00
GF064 Quand je bois du vin clairet Tourdion (Anonimo, 1530) pag. 3+ps, liv. medio pdf - midi €5,00
GF017 Ronde e Saltarelle di Tielman Susato pag. 3+ps, liv. medio pdf - midi €5,00
GF103 Schiarazula, La Parma, Ballo Anglese di Giorgio Mainerio pag. 5+ps, liv. medio pdf - midi €6,00
GF102 Ungarescha di Giorgio Mainerio pag. 4+ps, liv. facile pdf - midi €5,50
G01 AN ANTICA - RINASCIMENTO Gruppo completo titoli 6; pag. 22+ps; (-20%) €26,00

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RONDE E SALTARELLE

La ronde è un genere di origine francese, una canzone a ballo medievale nella quale i ballerini si disponevano in cerchio, in cui si alternava un couplet al refrain. Il saltarello è una danza popolare di origine italiana, diffusa soprattutto nell'Italia centrale, di movimento composto ed andamento vivace, affine alla tarantella.

pagina iniziale dell'arrangiamento Ronde e Salterellepagina iniziale dell'arrangiamento

In questa composizione Susato utilizza un unico tema, adattandolo ritmicamente secondo le esigenze ritmiche delle due danze. La loro struttura è identica, formata da tre frasi regolari, le prime due simili, con ritornello seguite da una terza frase diversa, pure ripetuta. Flauto contralto e tenore imitano alcuni spunti melodici del tema, sia per moto retto che per moto contrario. Lo xilofono esegue dei bicordi che rispecchiano, nella parte alta, il profilo melodico principale. Si può facilitare eseguendo solo una delle due note sovrapposte, oppure variare alternando le due note con ritmo di crome. La chitarra ha funzione di sostegno armonico. La tastiera ha degli arpeggi che possono essere variati a piacere (trasformati in accordi, ridotti al semplice basso, ecc.). Oppure alla tastiera si può affidare una qualsiasi delle altre parti, selezionando il timbro opportuno. Infine, triangolo e tamburino arricchiscono la tavolozza timbrica. (Top)

QUAND JE BOIS DU VIN CLAIRET

Tourdion è una danza di coppia, in tempo 6/8, di andamento rapido, in voga soprattutto in Francia, ma anche in Italia e Spagna, nel corso del XVI secolo. Thoinot Arbeau, nel suo trattato Orchésographie pubblicato nel 1589, ne dà una descrizione dettagliata e la considera simile alla Gagliarda, ma con passi più vicino al terreno, leggieri e concitati.

pagina iniziale dell'arrangiamento Quand je bois du vin clairetpagina iniziale dell'arrangiamento

La danza si compone di due temi principali di 8 battute in tempo 3/4, corrispondenti a 4 battute in 6/8, ambedue con ritornello e ripresa del primo tema. Ne risulta una struttura formale tripartita: "A - B - A".
Il primo tema è eseguito dal flauto soprano I° in tessitura bassa, poi è ripetuto dallo stesso soprano I° all'8va insieme al flauto contralto.
Il secondo tema è presentato dal soprano I°, con il rinforzo del flauto tenore nella ripetizione.
Concomitanti a questi due temi principali, le altre tre voci originali sono affidate ai flauti non impegnati nell'esecuzione dei temi principali e alla tastiera.
Lo xilofono inizia a suonare un tema secondario, poi passa assume un ruolo maggiormente ritmico e di sostegno armonico. La chitarra come al solito costituisce la base armonica; in questo caso si aggiunge anche un notevole contributo ritmico. La parte può essere agevolmente divisa fra due chitarristi per facilitarne alquanto l'esecuzione.
Un discorso a parte merita la riga delle percussioni, le quali in un brano di danza vivace come questo rivestono un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista ritmico che timbrico. Perciò ho tralasciato gli abituali strumenti - triangolo e legnetti - e ho indicato due tracce per tamburo e tamburello, che mi sembrano più indicati allo spirito del brano. (Top)

EPITAFFIO DI SICILO

L'Epitafio di Sicilo è un documento musicale dell'antica Grecia. Esso è costituito da 12 righe di testo, di cui 6 accompagnate da notazione alfabetica di una melodia musicale frigia, scolpite su una tavola. La sua datazione varia dal II secolo a.C. al I secolo d.C. La prima parte dell'iscrizione recita: "Io sono una pietra, un'immagine. Sicilo mi ha posto qui segno longevo di un ricordo immortale." Testo dell'Epitaffio: " Finché vivi, splendi, non affliggerti per nulla: la vita è breve e il Tempo esige il suo tributo."
Nel frontespizio del demo trovi organico, struttura e consigli per l'esecuzione del brano. (Top)

UNGARESCHA

Da "Il primo libro de' balli" di Giorgio Mainerio, 1578 n. 14. Giorgio Mainerio nacque a Parma nel 1535 da un padre di probabile origine scozzese. La sua educazione contemplò lo studio della musica, ma non intraprese subito la carriera musicale. Nel 1578 divenne "Maestro di Capella della S. Chiesa d'Aquilegia". Mainerio scrisse principalmente opere di carattere sacro ma pubblicò anche una raccolta di canti e balli profani di origine e d'uso popolari. Il primo libro de' balli accomodati per cantar et sonar d'ogni sorte de instromenti di Giorgio Mainerio Parmeggiano Maestro di Capella della S. Chiesa d'Aquilegia fu stampato da Angelo Gardano a Venezia nel 1578. (da Wikipedia)
Nel frontespizio del demo trovi organico, struttura e consigli per l'esecuzione del brano. (Top)

SCHIARAZULA, LA PARMA, BALLO ANGLESE

Questo arrangiamento Musicamedia per orchestra scolasticha di flauti dolci, xilofono, chitarra, tastiera e piccole percussioni, presenta altre tre danze tratte da "Il primo libro de' balli" di Giorgio Mainerio. Alla celebre Schiarazula sono affiancate altre due danze che possono essere eseguite di seguito, separatamente o in forma di rondò, ovvero ripetendo la Schiarazula dopo ognuna delle altre due danze, secondo lo schema Schiarazula / Parma / Schiarazula / Anglese / Schiarazula. In questo caso, omettere il ritornello nelle ripetizioni di Schiarazula.
ATTENZIONE! Nel demo la parte della Schiarazula è COMPLETA!
Nel frontespizio del demo trovi organico, struttura e consigli per l'esecuzione del brano. (Top)

GREENSLEEVES

La leggenda narra che a comporre il brano sia stato Enrico VIII d'Inghilterra (1491-1547) per la sua futura consorte Anna Bolena. Pare infatti che quest'ultima avesse una malformazione ad una mano e ciò la costringesse a coprirla con delle lunghe maniche (di qui potrebbe derivare il titolo Greensleeves, "maniche verdi"; ma potrebbe anche essere una modifica di un precedente Greenleaves, cioè "foglie verdi"). In realtà, è più probabile che l'anonimo autore, forse un amante tradito da una donna di facili costumi, abbia scritto questa canzone verso la fine del XVI secolo, successivamente quindi alla morte di Enrico stesso.
La canzone, come del resto tutti i canti di tradizione popolare, fu per molto tempo tramandata unicamente per via orale o sotto forma di manoscritto. La prima versione registrata ufficialmente risale al 1580, con il titolo di "A New Northern Ditty of the Lady Greene Sleeves", ma non esiste oggi nessuna copia di questo documento (da it.wikipedia.org).
Nel frontespizio del demo trovi organico, struttura e consigli per l'esecuzione del brano. (Top)

Musicamedia di Giovanni Ferracin pagine viste

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da novembre 2008