39 - Amazing grace
Amazing
Grace fu uno degli inni più amati dai neri, nonostante fosse
stato composto proprio da un ex mercante di schiavi. Trattandosi di un
testo scritto appositamente, non sussistono dubbi o diverse
interpretazioni sui versi. Pur non trattandosi propriamente di uno
spiritual, bensì di un inno, la sua fama lo ha portato ad
essere interpretato da numerosi cori e solisti gospel e a diventare uno
dei più celebri canti popolari del mondo. Gli studiosi
affermano unanimemente che Amazing Grace è il canto
più amato e più cantato nelle assemblee
liturgiche delle chiese afro-americane.
L'autore è John Newton (1725 - 1807), ministro della chiesa
d'Inghilterra, che scrisse questo semplice inno per i lavoratori di
Olney, un piccolo villaggio nella contea di Buckingamshire abitato
soprattutto da ricamatrici. La melodia sembra essere di origine
scozzese o irlandese ed è attestata come canto popolare
americano per la prima volta nella raccolta "Virginia Harmony" di
Carrell e Clayton (1831). Amazing Grace appartiene alla ricchissima
collezione degli inni religiosi scritti per il culto delle chiese
evangeliche.
È probabile che proprio le musiche e i testi contenuti negli
innari delle diverse confessioni protestanti fossero le prime forme di
musica europea che ai neri toccò di ascoltare in America.
Alle forme più semplici di armonizzazione polifonica si
ispirarono i più antichi cori di neri che si esibirono nei
teatri, primi fra tutti i Jubilee
Singers
dell'Università di Fisk nel 1871. Era uso comune che i testi
biblici venissero modificati sia per adeguarsi alla misura musicale,
sia per adeguarne il significato alla situazione presente.
L'armonizzazione qui presentata comprende tre esposizioni del tema, la
prima e la terza in tonalità di Do maggiore, la seconda in
tonalità di Fa maggiore. (Top)
pagina
iniziale dell'arrangiamentoL'esposizione iniziale è affidata al flauto tenore, con la possibile aggiunta del flauto contralto. Solo la chitarra e le due percussioni sostengono questa prima presentazione, da eseguire con una sonorità delicata. La scrittura della parte chitarristica consente un'agevole divisione fra chitarra 1, cui affidare le note gravi di inizio battuta, e chitarra 2, che eseguirà gli accordi sui tempi deboli della battuta. Se si desidera limitare l'esecuzione a questa prima esposizione, la fermata sarà l'accordo iniziale di battuta 17. (Top)
melodia in
tonalità di Fa maggioreDopo due battute di modulazione, il flauto contralto espone per la seconda volta questa dolce melodia, in tonalità di Fa maggiore. A questo punto entrano tutti gli altri strumenti: i flauti soprani 1 e 2 con poche note di riempimento (ma il flauto soprano può anche eseguire la melodia); il flauto tenore ricama un contrappunto basato sulla caratteristica cellula melodico-ritmica della terzina discendente; Xilofono e tastiera integrano la parte di sostegno armonico della chitarra. La parte tastiera si può dividere agevolmente fra due esecutori, qualora fosse necessario facilitare. Desiderando interrompere qui l'esecuzione, la fermata sarà fatta sull'accordo iniziale di battuta 35. (Top)
ultima
esposizione del temaEccoci quindi
all'ultima esposizione del tema, nuovamente in Do maggiore, effettuata
dai flauti soprani 1. I flauti contralti contrappuntano al posto dei
tenori, i quali hanno ora una melodia molto più distesa.
Mentre xilofono, chitarra e tastiera continuano il loro sostegno
armonico, le percussioni adottano la terzina come base del loro fitto
dialogo.
L'esecuzione può essere adattata alle esigenze non solo
fermandosi nei punti già indicati alla fine della prima o
della seconda esposizione, ma anche iniziando con la seconda o con la
terza, rispettivamente ai punti di riferimento "E" (batt. 19) ed "I"
(batt.37). Nell'ottica della massima flessibilità, si
potrà, ove ritenuto opportuno, afidare alla tastiera una
delle voci tematiche, quali il flauto tenore o contralto, specie nei
casi in cui tali strumenti non siano presenti in classe o non in numero
adeguato. Un'altra possibilità è raddoppiare con
lo xilofono la melodia principale del flauto soprano, nella terza
esposizione. (Top)
|
Amazing grace! how
sweet the sound. |
Meravigliosa grazia!
Che lieta novella |
Musicamedia di Giovanni Ferracin P.I. 04321680268 pagine viste